sabato 11 luglio 2009

La lungimiranza di Flavio


Questa mattina sono uscito presto, con Auriga, il mio cavallo bianco. Ho galoppato veloce verso est, seguendo il dolce serpeggiare del fiume Eridano. L’aria era insolitamente fresca, per essere un giorno di piena estate, ma ormai ci stiamo abituando anche alle bizze delle stagioni, mentre non posso dire altrettanto d’altri cambiamenti, da tempo minacciati dai vaticini e, per fortuna, ancora abbastanza lontani da sentirne solo gli echi. Ho continuato a cavalcare veloce, ma senza affaticare il cavallo, fino a quando sono giunto in prossimità di un’ampia radura che scorgevo sull’altra sponda del corso d’acqua. Lì mi sono fermato, accovacciandomi, non visto, dove l’erba era sufficientemente alta. Ed in quel luogo, così lontano dai fasti e dal caotico vociare dell’Urbe, ho visto il nostro destino.

Due giovani barbari stavano lottando tra di loro, sotto l’occhio vigile di un adulto a cavallo. I due hanno combattuto a lungo, senza ferirsi gravemente, ma assestando colpi ben diretti, carichi di una rabbia che non vedevo dai tempi della legione gallica. Quando uno dei due è crollato a terra, stremato, l’adulto ha interrotto l’agone ed ha dato loro due pacche sulle spalle. Poi, issateli sul vecchio, ma ancora possente destriero, si è diretto verso nord, in direzione della grande foresta euganea.

Sono tornato a casa nel primo pomeriggio, quando la famiglia aveva già pranzato ed i servi erano intenti a rassettare le vettovaglie. Mia moglie Ipazia mi è venuta incontro ed io la ho abbracciata come non facevo da tempo, tanto che lei mi ha chiesto cosa mi turbasse. Le ho detto una bugia. Poi mi sono recato nell’atrium ed ho osservato i miei due figli maschi, Livio e Caio, mentre giocavano, con le sorelle minori e le cugine, a rincorrersi intorno alla fontana. E per la prima volta, ho visto nei loro gesti e nei loro gridolini qualcosa di disgustosamente femminile, un vezzo che avevo notato solo in alcuni senatori dichiaratamente paiderastài.

Poi, mia moglie, sorprendendomi da dietro, mi ha messo le braccia attorno al collo e mi ha sussurrato di avere voglia di fare l’amore. Io le ho chiesto dove fosse Calpurnia, la nostra primogenita. Lei mi ha risposto che era nella sua cubicola e che non aveva nemmeno mangiato, rifiutandosi di pranzare con cibo sporco del sangue di poveri innocenti, poiché proveniente dalle colonie africane, conquistate in aspre battaglie e, secondo lei, ingiustamente sfruttate dall’Impero. Sentendo ciò, mi è presa una paura che non avevo mai avuto: quella di non essere riuscito a trasmettere niente di quello che ho imparato sui campi di battaglia. Ho dei figli rammolliti, probabilmente omosessuali ed una figlia adolescente, già stanca della vita, tormentata dalle colpe che vede in un padre osannato in Patria come un grande condottiero.

Così ho anche capito le preoccupazioni di Almenio, il mio fedele commilitone, quando mi raccontava, solo pochi giorni fa, di non riconoscere più i suoi figli, anch’essi vissuti negli agi e nell’amore di una madre che non ha fatto loro mancare niente, tranne quel contatto con un padre sempre lontano, assente per permettere a loro di condurre una vita da patrizi ed impossibilitato, quindi, ad educare i maschi alla lotta e le femmine all’obbedienza.

Un’intera generazione di rammolliti che non reggerà il confronto con la ferocia dei barbari che premono alle frontiere. Oggi ho capito che il nostro destino è segnato. Ci spazzeranno via come la cenere dei morti al vento e di noi non resterà nemmeno il ricordo.

Ma forse è giusto così. Come popolo, abbiamo perso la fierezza dei nostri antenati e ci siamo fatti corrompere dai vizi. Forse è giusto così, anche se mi chiedo dove abbiamo sbagliato: nel voler donare ai nostri figli una felicità che noi non abbiamo avuto o nel non aver saputo che tale felicità era effimera, ergo dannosa a lungo termine? Ai posteri l’ardua sentenza. E che imparino da noi, se mai Giove vorrà tramandare sino a loro nostra storia.

Aegidius Flavius, Procurator AugustiVoghenza – IV sec. d.C

www.prepuzio.com

martedì 7 luglio 2009

AUTOVELOX MONTEDORO: E’ ILLEGALE!

LA MISTERIOSA CLONAZIONE DEGLI AUTOVELOX. IPOTESI DI REATO: ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA ALLA TRUFFA


Era noto a tutti che il comune di Montedoro utilizzava l’autovelox per fare cassa a scapito di onesti cittadini che transitavano lungo la circonvallazione del piccolo paese Nisseno. In fondo esistono tantissimi altri metodi per rallentare il traffico e Bompensiere ne sa qualcosa. Io (come tanti altri) ho ricevuto la scorsa estate un paio di multe. Decisi così di fare ricorso direttamente al prefetto.

Iniziai a cercare sul web tutto quello che mi poteva interessare. Leggi, sentenze e quant’altro. Dopo un paio di giorni avevo raccolto tutto il necessario per impostare il benedetto ricorso (il tratto di strada nel quale è collocato il predetto apparecchio non rientrava fra quelli di cui all'art.4 L.168/2002). Da agosto fino ad oggi il silenzio. Pensai che avessero archiviato tutto.

Questa mattina invece accade l’imprevedibile. Mi portano una lettera dove respingono il maledetto ricorso. La causa mi è ancora misteriosa, ma riuscirò ad avere delucidazioni quando potrò ritornare a casa e leggere attentamente il tutto.

Per non perder tempo mi dedico ad ulteriori ricerche. Non lo faccio per non sborsare i pochi euro, vi assicuro che il tempo perso mi sta costando molto di più, ma per una questione di principio. Le istituzioni dovrebbero tutelarci, proteggerci, e non prenderci apertamente per il culo.

E ora vi spiego dove sta l'enorme presa per il culo.

Navigando da un sito all'altro leggo che la Guardia di finanza di Sala Consilina (Salerno) ha sequestrato 50 Velomax (più documentazione amministrativa) su tutto il territorio nazionale. A quel punto ho avuto un piccolo sospetto: "Vuoi vedere che c’è qualche piccolissimo legame con quello di Montedoro?" In fondo danno e beffa camminano sempre a braccetto. Continuando a leggere, come per magia, noto che compare nella lista (ohibò che strana coincidenza) e che si trattava di una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata: agli automobilisti, fra il 2007 e il 2009, sono state inviate 81.555 multe per eccesso di velocità. In totale, 11.300.000 euro. Gli autovelox risulterebbero clonati: è stato rilevato come analoghi apparecchi contraddistinti da identici numeri di matricola venissero utilizzati in altri Comuni d'Italia, distanti diverse centinaia di chilometri tra loro, senza che per questi vi fosse autorizzazione né omologazione. Insomma, non c’era certezza di corretta funzionalità.

E chi ha già pagato può chiedere il risarcimento? DEVE chiederlo, magari informandosi con il proprio avvocato e sfruttare una class action (anche se non so se in Italia è in vigore).

In tutta questa vicenda la cosa che mi fa rimanere sgomento è che nonostante l’infausta scoperta delle fiamme gialle il prefetto (che rappresenta il governo in una circoscrizione territoriale) mi inoltra l’annullamento del maledettissimo ricorso. Se lo stato non mi tutela, a chi dovrei rivolgermi?

La cosa sicura è che loro vogliono i soldi ma io con quei 200€ andrò a mangiare pesce a Sferracavallo con gli amici. Che mi vengano pure ad arrestare, almeno avrò la pancia piena.



Questo l’elenco, diviso per regione e provincia, dei comuni nei quali la Guardia di Finanza di Sala Consilina ha proceduto al sequestro degli autovelox.

ABRUZZO
Provincia de L’Aquila
Gagliano Aterno

Provincia di Chieti
Tufillo

Provincia di Teramo
Crognaleto
Isola del Gran Sasso
Montorio al Vomano

SICILIA
Provincia di Caltanissetta
Montedoro

CALABRIA
Provincia di Reggio Calabria
Bagnara Calabra
Bruzzano Zeffirio
Camini
Candidoni
Maropati
San Ferdinando

Provincia di Catanzaro
Platania

Provincia di Cosenza
Fagnano Castello
Santa Caterina Albanese
Terranova da Sibari

Provincia di Vibo Valentia
Filandari
Joppolo
San Calogero
CAMPANIA
Provincia di Napoli
Vico Equense

Provincia di Avellino
Altavilla Irpina
Baiano
Cervinara
Lauro
Pago del Vallo
Pietradefusi
Prata di Principato Ultra
Sant’Andrea di Conza

Provincia di Benevento
Bonea
Campolattaro
Fragneto l’Abate

Provincia di Caserta
Cicoriano
Pratella
Pietravairano
Rocca d’Evandro
Sant’Angelo Alife

Provincia di Salerno
Atena Lucana
Roccagloriosa
San Pietro al Tanagro
San Rufo
Sant’Arsenio
Sapri
Serre
EMILIA ROMAGNA
Provincia di Piacenza
Lugagnano Val d’Arda
LAZIO
Provincia di Roma
Nerola
Sant’Angelo Romano

Provincia di Frosinone
Supino
Vico nel Lazio
LOMBARDIA
Provincia di Brescia
Acquafredda

Provincia di Cremona
Pescarolo ed Uniti

Provincia di Lodi
Senna Lodigiana

Provincia di Monza
Aicurzio

Provincia di Mantova
Commessaggio

Provincia di Varese
Brezzo di Bedero
MARCHE
Provincia di Ancona
Monte San Vito
MOLISE
Provincia di Isernia
Cerro al Volturno
PIEMONTE
Provincia di Alessandria
Fubine

Provincia di Novara
Vinzaglio
PUGLIA
Provincia di Bari
Poggiorsini

Provincia di Foggia
San Paolo di Civitate

Provincia di Lecce
Gagliano del Capo

Provincia di Taranto
Montemesola

Provincia di Catania
Maniace
Santa Maria di Licodia

Provincia di Messina
Militello Rosmarino
TOSCANA
Provincia di Pistoia
Sambuca Pistoiese
UMBRIA
Provincia di Perugia
Bevagna
Castel Ritaldi
Montefalco
VALLE D’AOSTA
Aymavilles



ITALIA VS EUROPA: due modelli a confronto



Il video è dedicato a tutti quelli che credono che gli italiani hanno le stesse abitudini degli europei...




domenica 5 luglio 2009

TEMA GENIALE!



L’ADSL CHE NON C’E’ PIU’

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Continua il problema della connessione ad internet a Bompensiere ed anche questo blog (in misura nettamente minore a quanto mi immaginavo) ne ha risentito. Nelle ultime 3 settimane gli utenti che si collegano giornalmente sono in media 170, contro le 230 visite che si registravano prima del black out.

Nel XXI secolo non poter far uso della banda larga è un fatto gravissimo. Gli imprenditori locali e le varie attività commerciali stanno subendo un forte danno a causa di un comportamento poco corretto della telecom. Il Sindaco ha pure fatto un esposto al prefetto.

banda_larga

La sofferenza durerà ancora per poco tempo. Infatti entro la fine di quest’anno l’intera provincia di Caltanissetta potrà usufruire di una nuovissima tecnologia che consente l'accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili: il WiMax.

Addirittura da oggi a Venezia la connessione a internet tramite Wi Fi è completamente gratis per i residenti. Il 'WiFi Day' ha visto giornalisti, testimonial e blogger sperimentare la connessione senza fili, grazie alla rete allestita dall'amministrazione comunale, che punta ad attirare insediamenti e investimenti in tecnologia e a stimolare un rinnovamento della 'macchina' organizzativa e burocratica. Sono gia' 10 mila i nuovi 'cittadini digitali'.





 
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